…e diventare Persone Sensibili bypassando completamente la Fase del Tormento

Random header image... Refresh for more!

Ph.D. = (censura)

Questa proprio mi mancava: le scuole per D.J.! A ’sto punto, data la crisi dell’occupazione, si può prendere seriamente in considerazione l’idea di chiedere sovvenzioni comunali per proporre un Corso di Allacciamento Scarpe©, un Master in Bere il Brodo Senza Far Rumore©, e, per i più hi-tech, una Scuola di Rutti®.

November 19, 2008   4 Comments

Gli Impermeabili (ma come piove bene su)

Non saprei dire con quanta dignità uno possa ruzzolare giù per le scale, rincasando ubriaco alle 5 del mattino. Poca, credo, dipende dai soggetti; se si è allenati si può riuscire a mantenerne un po’. Ma sicuramente non hai nessuna dignità se alle 5 del mattino ruzzoli per le scale ubriaco e hai indosso un impermeabile di taglio classico (tipo  Humphrey Bogart in Casablanca, per intenderci).
In tal caso, invece di cercare di rialzarsi, uno si rassegna e si lascia ruzzolare, così, con tristezza…

November 18, 2008   9 Comments

L’armeria

Io lo adoro, l’odore di armeria. Ogni volta che ci passo davanti devo entrare e aggirarmi un po’ fra gli espositori. E bada bene, non è che io sia un amante delle armi in generale, anzi, ho anche fatto l’obiettore di coscienza, ai tempi. Ma nelle armerie c’è un odore che mi fa impazzire. Dev’essere l’Olio Benelli MF-82, ottimo per la pulizia e lubrificazione delle armi semiautomatiche, a salve, carabine fucili ecc.
Di fianco all’alimentari qua sotto c’è un’armeria in cui mi rifugio sempre in certi momenti in cui ho bisogno di fisicità; invece di correre nudo in un bosco selvatico, urlare il mio richiamo alla Grande Madre e affondare I denti in qualche frutto dal sapore aspro, per sentirmi veramente vivo scendo con una scusa e mi infilo nell’armeria KillKill di Sabatoni Paride a inalare un po’ di libertà. La parte più difficile è stata familiarizzare con il titolare. Forse non tutti si sono soffermati a pensare a che razza di persona di merda deve essere uno che fa l’armaiuolo. Un po’ come il boia: è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. Qualcuno lo deve pur fare un cazzo! “Se tutte le persone che hanno una pistola si sparassero, al mondo non ci sarebbero più problemi”.
É una delle verità più granitiche a cui io possa pensare. E poi ho anche fatto l’obiettore di coscienza…
Ma il profumo di MF-82 mi attira come una manifestazione del PD attira Jovanotti, per cui se un giorno mi sento un po’ claustrofobico vado a trovare Sabatoni Paride, che non l’ha mica ancora capito che io lì ci vado solo per l’odore del posto, anzi, mi spiega tutto quanto della sua merce, e peggio ancora mi parla con passione delle sue idee, dei suoi sogni e del suo punto di vista su comunisti, negri, finocchi ed ebrei. Potete immaginare. Io cerco di spostare la conversazione su valutazioni più neutrali e statistiche, tipo che ho conosciuto alcuni finocchi comunisti, un negro finocchio e che ho anche un amico comunista di origini ebraiche, ma non ho mai visto un negro festeggiare lo Shabbat. Ma lui niente, continua con questi tatuaggi guerrieri poi attacca a mostrarmi certe riviste che io non ci posso credere che esistano, ma faccio finta di ascoltare e inalo, respiro estasiato il profumo di Olio Benelli MF-82 , e pian piano mi affeziono anche a Sabatoni Paride. Questo è terribile dell’essere umano, o almeno di me: se in un contesto di quotidianità mi metti di fianco Hitler, o Pol Pot, o anche addirittura Carlo Conti, io col tempo mi ci affeziono. Mi intenerisco. Invece di desiderarne la morte violenta, provo pietà quando il suo cuore è triste. Ma vaffanculo, Gandhi!
Così, voglio tentare questo trucco, per liberarmi dalla dipendenza da armeria: compro un flacone di Le Baiser Du Dragon di Cartier, poi butto nel cesso quel profumo del cazzo e riempio la bottiglietta di Olio Benelli MF-82 poi la regalo alla mia cagnetta ebrea e comunista. Così, se voglio correre nudo per selve odorose, non devo contare sul negozio di Sabatoni Paride.

November 15, 2008   2 Comments

Maicol

Ci sono fondamentalmente due tipologie di uomo molto depresso: quello che si ritrova a 35 anni a scrivere nella bacheca dell’iTunes Store una recensione di 5000 battute sull’ultimo album di Vinicio Capossela, e quello che si iscrive in palestra.
Maicol è l’uomo del secondo tipo. Quando è depresso frequenta la palestra, quel luogo proverbialmente frequentato da buzzurri senza dio o da uomini molto depressi. Si sa che quando un uomo è molto depresso non è assolutamente in grado di innamorarsi. E’ fisiologico, è una delle caratteristiche più tipiche della depressione, ed è per questo che eserciti di depressi cercano freneticamente l’amore di tutta la vita nelle più laide bagasce occasionali: perchè in fondo non vogliono cessare di essere depressi. Maicol però è un’eccezione, essendo il tipo che si innamora follemente e fulmineamente dell’automobilista in panne, della cameriera fiorentina, della vigilessa inflessibile, dell’archivista impacciata, della maestra di piano, della fioraia timida, dell’assistente del dentista, della vicina di semaforo, e quindi certo che sì, ci mancherebbe, anche della vicina di vogatore.
Quando poi la vicina di vogatore si direbbe aver una probabilità del 93 per cento di chiamarsi Linda, quando la vicina di vogatore ha gli occhi misteriosi da gatto un po’ tonto di chi non vuole rassegnarsi agli occhiali, e voga interpretando con stupefacente grazia la grottesca e umiliante coreografia del vogare, quando la vicina di vogatore sembra far scivolare in secondo piano tutti i mali del mondo ogni volta che flette le gambe, allora in quel momento, immancabilmente, Maicol si innamora come uno stronzo. Ma -oh triste destino, quello dell’ attaccatore di bottone in palestra! Oh sovrumano cimento, presentarsi al proprio Amore in un luogo da sempre noto per essere frequentato o da idioti o da uomini molto depressi (la palestra)! Ma la fortuna -dicono- aiuta i depressi, e il telo di spugna della probabile Linda dolcemente, coreograficamente -in quanto appartenente a lei- cade a terra. Che fortuna, pensa Maicol, che tu Amore Mio stia continuando a vogare, così che io potrò, alla fine di questi 45 minuti di step a difficoltà 5, allungarmi e raccoglierti e porgerti il telo di spugna, impressionandoti con la mia cavalleria d’altri tempi. Posso addirittura permettermi di finire questa serie alla lat machine, visto che la palestra -si sa- è piena di buzzurri e depressi, e a nessuno verrà in mente di precedermi nel nobile anche se non del tutto disinteressato intento. Ma mentre Maicol è preso in questi pensieri e in una mostruosa serie di lateral crunch, la giovane ma pidiellina titolare della palestra -passando di lì- raccoglie il telo di spugna e lo porge alla probabile Linda, che poi invece si rivela chiamarsi Cinzia, oltre a sfoggiare una forte inflessione lazziale.
Maicol è molto depresso. Maicol si dirige verso lo spogliatojo (dove alcuni buontemponi infieriranno inopportunamente con dolorose schicchere di asciugamano sul suo culo depresso).

Sipario.

La morale di tutta questa storia è che secondo me l’ultimo album di Capossela, se lo metti su in palestra, ti guardano tutti malissimo.

November 12, 2008   14 Comments

Capriccio all’italiana

E’ dura scrivere un post, mentre tutte e due le mani sono occupate ad abbracciare la vita…

Intanto, cameriere, un po’ di Poesia!

November 11, 2008   1 Comment

Hai visto mai…

In una brillante intervista del Corriere.it, Tremonti parlando di economia definisce Gordon Gekko come “l’eroe di Wall Street”. Mm, se Gordon Gekko è l’eroe del film di Oliver Stone, mi sa che allora di ’sto film non ci ho capito proprio un cazzo.

November 9, 2008   3 Comments

Losers (saper colpire al momento giusto)

Ma fatela finita Babbei, stete zitte Pigolanti Perpetue, chiudete il becco Epocali Losers! Non lo capite che se l’unica volta che dice una stronzata malriuscita e patetica, ma stavolta veramente innocua, voi fate salire al cielo una nera, teatrale, sfigata, lugubre nube di ipocrisia post-razzista (“Ha dato del negro all’uomo di colore! Oh mio Dio, ha dato del negro all’uomo di colore!”), poi quando combinerà la prossima cagata SERIA (cioè fra 43 sec. circa) nessuno vi ascolterà più, e loro vi piglieranno a risate in faccia, pacche sul coppino e scurregge? Così fate la figura della controparte di Emilio Fede, idioti. Ecco perchè per gli americani “Veltroni è l’Obama italiano, con la differenza che Obama ha vinto”.

Coglioni…

November 7, 2008   12 Comments

Bahlsen

Ero alla stazione, e ovviamente il mio treno era in ritardo clamoroso. Cerco di farmene una ragione, organizzandomi per un caffè-giornale-biscotti al baretto. Mi prendo una scatola di quei Bahlsen pazzeschi al cioccolato, mi siedo al tavolo e poggio il cappotto. Di fianco a me un signore benvestito per i fatti suoi. A un certo punto, mentre sto leggendo il giornale, vedo con la coda dell’occhio che il signore benvestito (il classico tipo da cui uno non si aspetterebbe mai uscite strane) prende il pacchetto di Bahlsen, lo scarta, ne tira fuori uno e se lo mangia! Ora, io non so voi, ma io proprio non sono umanamente attrezzato per affrontare una situazione simile: se protesto, mi sembra di fare la figura del pezzente. Se taccio, passo per quaquaraqua. Allora cerco di ristabilire la mia autorità sui biscotti prendendone uno con studiata lentezza, e me lo mangio guardando il signore benvestito dritto negli occhi, non senza un certo piglio di sfida. Mmm, che bontà libidinosa i Bahlsen al cioccolato. A questo punto non vi immaginerete mai cosa fa l’uomo: ne prende un altro e se lo mangia! La situazione era tesissima, l’ostilità che faceva crepitare l’aria con scariche elettriche di reciproco odio. E allora io ne mangio un altro ancora; e così via, un biscotto a testa, abbiamo finito la scatola odiandoci e guardandoci negli occhi. Poi il signore benvestito si alza e se ne va. Che scena incredibile! E che gente che c’è in giro… Sono ancora attonito per quanto è successo, quando la vocetta dell’altoparlante chiama il mio treno e finalmente mi alzo anch’io. Finisco l’ultimo goccio di caffè, raccolgo il giornale, il cappotto, e sotto il cappotto, vedo…

Il MIO pacchetto di Bahlsen.

November 6, 2008   5 Comments

5/11/2008. Sursum corda

Mi unisco ai festeggiamenti di noi cugini sfigati.

November 5, 2008   2 Comments

Piccioni

La nostra unica ricchezza sono i sentimenti.
Perchè allora quando ti incontro mi sembri il fumo distante di una nave all’orizzonte? E l’occhio sfugge, il sorriso -oplà- guizza altrove, ma la faccia rimane. Ma aspetta, sei tu o sono io questo? Quanto tempo è passato? Quanto tempo è passato da COSA? Guarda che io sono sempre lo stesso, che non é il tempo a essere immodificabile come la pietra, siamo noi che siamo immobili.
E le gioie e i dolori e i gelati allo yogurt e le giornate di pioggia e l’amore e tutto il resto non si succedono dentro di noi, ma è il tempo che ce le fa passare sopra, come se fossimo statue su cui i piccioni cagano poi il temporale lava via il guano e il piccione ci ricaga… Ecco perché l’Umanità non migliora ma neanche peggiora, nel duemilaeotto come nel quattordicimilaeotto come nell’ estate del ‘46: perché é un blocco monolitico, uguale a sè stessa come tutti gli omini che La compongono; cambiano i piccioni.
Poi qualcuno si sposa, e rieccoci tutti qui, a guardarci dai lati opposti della sala da ballo. E il vuoto fisico fra noi non è nulla in confronto al vuoto di parole, di argomenti, di cose in comune. L’unica emozione che mi crea tutto questo è il chiedermi se si è trattato di piccioni che hanno cagato sulla mia statua rendendola irriconoscibile a coloro che un tempo l’avevano tanto amata o di un acquazzone che ha lavato via un maquillage di guano portando alla luce una statua di forma sgradita a persone che ormai, a loro volta, altro non mi sembrano che monumenti coperti di merda. E’ duro essere poveri. Non è il peggio che ci sia, ma non è per niente bello. Quindi credo sia giunto il momento di chiederti, per favore, di abbracciarmi.
Perchè i sentimenti sono la nostra unica ricchezza.

November 4, 2008   8 Comments

Realtà - Fantasia: 2600 a zero

Possibile che nessuno abbia notato, nella nube di link, post e cosiderazioni ciniche suli grazioso episodio di domenica, che Giulio Andreotti ha avuto quel crash spettacolare quando la Perego gli ha chiesto “I bambini. Quale futuro li aspetta, e quale futuro lei si augura per i bambini di oggi?”.
Ci sarebbe da scriverci un capolavoro da 2600 pagine, altro che Infinite Jest!

November 3, 2008   5 Comments

Buon Morti

Nel dubbio se dar ragione agli ignoranti senza nè arte nè parte che si sono lasciati colonizzare come degli stronzi dallo stupido Zio Tom anche con questa cafonata di Halloween* o ai pedanti autarchici fascisti che ci tengono alla salvaguardia dell’italianità della festa di Ognissanti, io scelgo la terza via della festa dei Morti. Ma invece di produrmi in un rigoroso saggio sulle origini di tale ricorrenza, preferisco mandare tutto in vacca con queste

10 cose trendy da fare al cimitero:

1) Dare la mancia al custode

2) Parcheggiare su una tomba

3) Innamorarsi di un aitante becchino

4) Litigare furiosamente coi parenti per squallide questioni ereditarie

5) Twittare

6) Essere Alberto Tomba

7) “Ciao, come va? E’ ancora morto tuo nonno?”

8)Avere un’erezione spaventosa

9) Girare fra le lapidi coi rollerblade

10) Piangere senza alcun ritegno (per la trionfale rentrèe di Licio Gelli)

10bis) Un update essenziale. La cosa -hands down- più trendy in assoluto è (sarebbe stato): CREPARE IN DIRETTA TV IL GIORNO DEI MORTI!!!

*) Spero che nessun rompiscatole abbia voglia di sollevare la solfa che Halloween non è una festività americana ma nordeuropea.

November 1, 2008   6 Comments

Sandokan e il Palasport: analisi di un transfert

Anche nella rosea era del Pre-Nano la fiction prosperava. Nella rosea era del Pre-Nano l’alzheimer del marketing anni ‘80 non era ancora arrivato, e la fiction si chiamava ancora “sceneggiato”. Ce n’erano di belli e di brutti, come sempre. Cioè, no, adesso sono tutti brutti, forse perchè sono fatti da coglioni che pensano che chiamandoli “fiction” il direttore di rete non li truciderà in caso di flop, ehm, volevo dire fiasco. Uno degli sceneggiati RAI di maggior successo, forse quello italiano di maggior successo in assoluto, fu Sandokan. E fin qui niente di nuovo.
La storia di “Sandokan”, come molte altre avventure per ragazzi di quegli anni (ad esempio lo Zorro di Duccio Tessari -pazzesco- con Alain Delon), si basava su questo assunto: quando un pueblo di teneri, buoni, pacifici bingo-bongo è oppresso da perfidi aguzzini che rubano, uccidono, tramano e trombano (solitamente la palpitante, graziosa figlia del re travicello di turno), quando l’ingiustizia stravince e quando ogni speranza sembra ormai perduta, prima o poi arriva da Molto Lontano un Eroe: bello (immensamente), di ricche e nobiliari origini, ma spinto verso ideali rivoluzionari da un cuore assetato di vendetta per una qualche infamia subita in passato. Egli, con l’aiuto di un fedele compagno -preferibilmente dotato della cartola di Philippe Leroy- trionferà sull’ odioso (ma leale, che anzi spesso cova per Lui una segreta, cavalleresca ammirazione) cattivo, festeggiando poi la vittoria sbattendosi la strameritata palpitante, graziosa figlia del re travicello di turno.
Ora, se hai più di 9 anni e la domenica sera assisti a una cosa simile, se non sei scemo come un cavallo la rimbalzi e ti precipiti seduta stante sulla bottiglia di Amaro Cora. Ma se hai meno di 9 anni, e non hai gli anticorpi necessari per difenderti da storie ripugnanti come quella di Elisa di Rivombrosa, figuriamoci se li hai per difenderti da quelle a sfondo pseudo-edificante come questa! Sembra la vicenda di Che Guevara, cazzo..! Poi però crescendo con questo tarlo cosa succede quando hai  trenta, quarant’anni? Che sei diventato grande, le tue esperienze  e le tue buone letture te le sei fatte, hai fatto il tuo dovere e sei un uomo con una coscienza civica, ma sotto sotto nel tuo inconscio stai ancora aspettando che arrivi Kabir Bedi a sculacciare  Brooke? E scopri che l’assunto di Sandokan era una stronzata piramidale, che il Cattivo è troppo squallido e materassaio per avere la classe di Adolfo Celi, che se pensi a un  nobile rampollo dal cuore in allarme ti viene in mente solo Lapo Elkann -che tutto ciò  che al massimo può difendere è il suo ano dalle aggressioni di un travone chiamato “Patrizia il Carabiniere”- e soprattutto che il Pueblo, il Pueblo se ne sta lì, in fila per le audizioni di Amici? Dio, quanto ti incazzi allora. Ti incazzi talmente tanto… che diventi grillino! Ed ecco spiegato il transfert: Grillo è un personaggio venuto fuori ai tempi di Sandokan, e il nostro povero immaginario collettivo, ora solo e disperatamente a corto di eroi, se ne è ricordato e glie lo ha messo come tieniposto. A questo punto, ai cattivi non resta che appestare di colera l’acqua potabile. Scatenando così le ire di Grillo, mentre Yanez-Travaglio sparacchia contro il Facci di turno con le sue micidiali Derringer da borsetta.
Tutto questo per dire che stasera, qui al Palasport, c’è lo spettacolo di Beppe Grillo, e io non ci andrò.

October 29, 2008   11 Comments

Fottuto Genio

Dolce Joaquìn, scusa la violazione di copyright, ma ti voglio troppo bene. Puppa.

October 26, 2008   9 Comments

Che rapporto hai con la Musica?

Credo che uno degli espedienti più stanchi e fiacchi per imbastire un post sia quello del test. Oggi mi sento stanco e fiacco, quindi vi sottoporrò il seguente.

Che musica ascolti ultimamente?

a) quella che suona nella mia testa, ed è bellissima. Mi fa vedere Adriana Lima che fa all’amore con Dio rotolandosi tra Tsunami di Champagne e Consapevolezza Assoluta dell’Essere.

b) i Coldplay hanno un po’ rotto, i Radiohead pure. La musica nera non è più il jazz, ma 50cent. Allora, tristemente, mi rifugio fra i tesori del passato.

c) il bibliotecario qui sotto mi ha consigliato i Sigur Ròs. Piacciono abbastanza alle tipe ubriache che porto in casa la sera, ma quando li metto su mi muoiono tutte le petunie. Mi piacciono i testi di Giorgia (non la voce).

d) Gabry Ponte rules.

Sai suonare uno strumento?

a) ma che cazzo vuoi da me, sono George Martin.

b) suono il piano dall’età di 8 anni, mi sono diplomato e tuttora ne traggo diletto quotidianamente

c) il mio zio fricchettone mi ha insegnato alla chitarra tutte le canzoni dei Nomadi, quando avevo 17 anni.

d) certo! Metto su i dischi alle feste.

Segui spesso la musica dal vivo?

a) veramente è la musica dal vivo che segue me, anzi, se vi capita di vedere per la strada un manifesto con scritto “David Gilmour LIVE”, venite a farmi un saluto.

b)ho un gruppo con cui proponiamo musica di nostra produzione, ma si fa fatica a trovare ingaggi perchè nei locali chiamano solo le cover band di Ligabue.

c) mio cugino suona in una cover band di Ligabue, e anche se il pubblico è composto esclusivamente da cesse ignoranti, ogni tanto lo vado a sentire volentieri. E’ simpatico, mio cugino

d) cioè, in che senso dal vivo?

Guardi spesso MTV?

a) guarda, mi piacerebbe, ma con questa cacchio di tournèe mondiale che dura da 4 anni non vedo la televisione da un bel po’, sai? Chiederò a Keith, sul suo, di pullmann, la TV c’è.

b) una volta un po’, adesso sono d’accordo con chi dice che MTV ha fatto alla musica ciò che McDonald’s ha fatto alla ristorazione. Con la differenza che ogni tanto un Big Mac ci può anche stare… Almeno un tempo Giorgia Suina era un bel guardare!

c) alla grande, vecchio, qui nella palestra dove insegno spinning è sempre accesa…

d) MTV quella di Padrepio?

Ti piace Giovanni Allevi?

a) ti venisse un canchero.

b) assolutamente no. E’ una moda passeggera, un pianistucolo che Jovanotti ha lanciato per farsi perdonare di averlo pagato probabilmente poco quando era il suo tastierista. Dopodichè il ricciolo fluente e la petulanza autoreferenziale hanno fatto il resto. Il suo pubblico è composto da calliste, studentesse fuori corso e donne dalla sessualità incompiuta in cerca dell’illusione di un riscatto culturale.

c) l’ho stirato in macchina la settimana scorsa, e quando sono andato a trovarlo in ospedale mi ha regalato certi suoi CD e la moleskine con i suoi pensieri. Mi sembra simpatico, però che due coglioni…

d) la sua musica mi aiuta a viaggiare con l’anima.

Hai mai pensato a guadagnarti da vivere con la musica?

a) beh, ti posso dire che recentemente un gruppo di matematici ha dedicato al mio nome i numeri S.A.C.C.B.B. (Superiori Al Conto Corrente di Burt Bacarach)

b) nei paesi civili ci sono sindacati e scuole formative. In Italia c’è il Conservatorio Tombale e l’insegnante di musica più famoso è Luca Jurman. Non credo proprio.

c) cazzo certo, con la mia cover band di Ligabue ho un sacco di ingaggi (poi certe sbronze con mio cugino che mi segue sempre!).

d) a fare il DJ si guadagna bene! “Suono” spesso dopo le cover band di Ligabue.

Sai chi è Keith Jarrett?

a) come no! Viene a casa mia a prendere lezioni di pianoforte una volta alla settimana. Non è malaccio, ma deve applicarsi di più.

b)  sì perbacco, è uno dei più grandi pianisti viventi.

c) beh, ma non è mica il chitarrista dei Rolling Stones? Mi sembra che ci sia un suo pezzo quando Nanni Moretti visita il monumento a Pasolini, no, aspetta, era Boldi?

d) non l’ho mai sentito nominare, aspetta che guardo se ho qualcosa nella mia borsa da DJ…Che remix ha fatto?

 

Maggioranza di risposte a): Profilo Johann Sebastian: sei un Gigante della Musica e questo miserabile pianeta non è degno di ospitarti
Maggioranza di risposte b): Profilo Utente Medio o Musicista Sfigato: è dura, eh?
Maggioranza di risposte c): Profilo Pianobar e Tronisti: sei un cazzone e la Musica ti è utile quanto Calvino è utile a Fabrizio Corona. Il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione sia come te ti sia di lieve ingiusto sollievo
Maggioranza di risposte d) Profilo DJ: sei un DJ

October 23, 2008   10 Comments